LE POTENZIALITÀ DELLA TECNOLOGIA A SUPPORTO DELL’ARTE SONO AMPIE E IN CONTINUO DIVENIRE. L’HA CHIARITO LA SERRATA DEGLI ULTIMI MESI, QUANDO L’INTERESSE PER L’ARTE È AUMENTATO E L’UNICO MODO PER FRUIRNE È STATO VIRTUALE. L’ESPERIENZA REALE CON UN’OPERA D’ARTE RESTA INSUPERABILE, MA ABBIAMO SCOPERTO CHE DAVANTI A UN 3D CI SI PUÒ DAVVERO EMOZIONARE.

“Per quanto ne sappiamo ad oggi l’esperienza di realtà aumentata è la più avanzata che esista nel mercato dell’arte.” Cit.

Mirko Basaldella Totem in legno1961
Mirko Basaldella, Totem, 1961, legno

In tempi di isolamento da Covid-19 la tecnologia ha impattato profondamente il quotidiano. Come tutto, anche l’arte ha potuto essere fruita solo virtualmente. Fruizione deludente? No, perché grazie alle esperienze immersive di realtà virtuale e 3D abbiamo scoperto e studiato opere d’arte, percorso virtualmente musei dall’altra parte del mondo, attraversato siti archeologici in pochi clic. Tutto questo mantenendo una certa componente emotiva.

La fruizione emozionale dell’arte con il 3D e la realtà virtuale – già dai tempi della App di Google Art & Culture – è data da applicazioni che uniscono contenuti multimediali al mondo reale. Alla realtà ripresa con la telecamera dello smartphone vengono fotomontati elementi interattivi che non esistono, ma che ci danno l’impressione di vedere e avere una dimensiona tattile pressoché reale. Se oggi riusciamo a passare dalle sale dell’Hermitage a quelle del Louvre, visitare una mostra, collocare in tempo reale una tela nel soggiorno di casa, posizionare una scultura davanti a noi e muoverla, è grazie ai passi da gigante compiuti dalla tecnologia digitale.

La scultura e il 3D: il lavoro di Mirko Basaldella

Si è molto parlato dell’importanza del 3D per i musei e poco per il collezionismo. Nel mercato dell’arte il 3D invece può supportare le esperienze di acquisto, perché si riesce a mostrare la collocazione virtuale di un’opera in un museo, in un casa o in un giardino con le esatte proporzioni, potendola pure muovere nello spazio.

L’esperienza 3D in particolare è significativa se applicata alla scultura, perché permette di rappresentare la terza dimensione, la profondità. Ed effettivamente la tecnologia 3D è stata adottata da Copetti Antiquari nelle ultime fiere, dove due imponenti sculture di Mirko Basaldella sono state presentate con una modalità del tutto inedita. “Totem” e “Stele Seconda” sono state esposte alla Biennale internazionale dell’Antiquariato di Firenze, ma erano presenti anche a Flashback di Torino e del 2019 e ad Artefiera di Bologna, sebbene non fossero fisicamente presenti nello stand: dallo schermo di un tablet era possibile vederle e posizionarle nell’ambiente, con le esatte proporzioni e in alta risoluzione grazie al 3D.

3D e realtà virtuale supportano il lavoro dei Copetti, abituati da sempre a consigliare e seguire le trattative di acquisto personalmente, fornendo anche consigli sulle collocazioni delle sculture. E diventa di grande vantaggio proprio quando si parla di opere pesanti e di grandi dimensioni, non semplici da trasportare e ambientare.

Stele seconda Mirko Basaldella
Mirko Basaldella, Stele seconda, 1957-59, bronzo

Kjosul e il progetto delle sculture 3D di Mirko Basaldella

“Stele seconda” (1957-59) è una scultura in bronzo di Mirko Basaldella alta due metri e mezzo, che non può essere spostata agevolmente dalla Braida Copetti, il Parco Sculture alle porte di Udine dove si trova a dimora. Anche il “Totem” in legno del 1961 – appena rientrato da Terni, dove è stata esposto nella mostra Immaginaria. Logiche dell’arte italiana dal 1949 – supera i due metri di altezza. Per entrambe le opere è stata utilizzata la tecnologia della realtà aumentata con l’alta definizione che Kjosul riesce nei propri lavori. Dalle fotografie acquisite in alta definizione, è stato dapprima ottenuto un modello tridimensionale ad altissima risoluzione, pari al vero, lo stesso successivamente è stato alleggerito per poter essere scaricato velocemente sui device mobili. La visualizzazione del sistema messo a punto da Kjosul non necessità di applicativi: sono sufficienti una connessione e un device recente. Grazie all’elevato dettaglio dei particolari l’utente finale ha l’impressione di vedere l’opera originale nello smartphone e nel tablet, e di navigarla in tutte le direzioni; è possibile ingrandire i particolari e, utilizzando la camera fotografica del device, proiettarla in grandezza naturale all’interno del proprio spazio, potendone così apprezzare tutti i dettagli nelle tre dimensioni.

Questo il link per vedere Stele seconda in 3D

Questo il link per vedere Totem in 3D

Accedendo ai link (e senza scaricare una App) con un semplice smartphone o un tablet, e cliccando sul logo “AR” in alto a destra, è possibile vedere le due sculture a dimensioni reali in qualsiasi spazio architettonico: dal salotto di casa al museo. In più l’opera d’arte è realmente vissuta perchè con Stele seconda e Totem si può realmente interagire e creare un rapporto di comunicazione visiva ed emotiva.

 

Anna Romanin