Pinuccio Sciola e le pietre sonore

MIART. L'edizione 2020 è digitale.

In attesa di incontrare gallerie, artisti, appassionati d'arte, collezionisti e studiosi nella prossima edizione 2021, MIART - a prestigiosa fiera organizzata da Fiera Milano - ha lanciato la sua prima versione digitale. E i Copetti Antiquari non potevano mancare.

sculture in basalto di Pinuccio Sciola
Pinuccio Sciola, Pietra Sonora in basalto, 1999

Tre giorni, da venerdì 11 a domenica 13 settembre. Questo il tempo in cui una selezione di opere degli scultori Pinuccio Sciola e Kim Seung Hwan saranno presentate al pubblico e visibili nella galleria virtuale di Copetti Antiquari, sul sito di MIART, la storica fiera internazionale di arte moderna e contemporanea a Milano. Si tratta di nove Pietre Sonore di Pinuccio Sciola in basalto e calcare, e dieci opere di Kim della serie Organismi, in acciaio, bronzo, marmo, alluminio e granito; opere scelte accuratamente per dare una panoramica sull'attività personale e artistica di due degli scultori della scuderia Copetti Antiquari.

L'accesso al sito della manifestazione è gratuito. Previa registrazione e seguendo alcuni semplici passaggi, è possibile visitare la mostra (questo il link per accedere) ma anche dialogare attraverso una chat istantanea.

Scultura di KIM SEUNG HWAN
KIM SEUNG HWAN Organism 2019-5

MIART, in questa nuova veste digitale è l'occasione per sperimentare nuove di modalità di fruizione dell'arte, diventate necessarie durante e dopo il lockdown. Il periodo di chiusura ha modificato il rapporto tra gallerie e pubblico, e reso necessaria l'individuazione di nuove strade di comunicazione e fruizione dell'arte. L'attività della Braida Copetti, con le mostre en-plein-air durante l'estate 2020, è da leggersi in quest'ottica. Kim Seung Hwan, oltre che virtualmente nell'edizione digitale di MIART 2020, si ammira fino al 20 settembre anche al Parco Sculture di Premariacco. Qui il link alla mostra.

Kim Seung Hwan Parco ScultureUdine

 

 

 


Mirko Basaldella scultore

Il ritorno di Mirko Basaldella, Maestro del Novecento

RIPORTARE LE OPERE DI MIRKO BASALDELLA NELLE FIERE IMPORTANTI E NEL MERCATO DELL’ARTE (E RICREARGLI UN MERCATO); FARE ORDINE NELLA PRODUZIONE, SELEZIONANDO SOLO PEZZI UNICI. È STATA QUESTA LA SFIDA – VINTA PER PASSIONE – DI COPETTI ANTIQUARI NEGLI ULTIMI QUATTRO ANNI.

Copetti Antiquari conoscono il lavoro e lo stile di Mirko Basaldella (Udine, 1910 – Cambridge, 1969) da sempre, e con il tempo sono diventati un riferimento assoluto per chiunque sia interessato alle opere di questo grande Maestro del Novecento italiano. Stessa terra di provenienza, quella friulana, un interesse cresciuto negli anni che ha avuto il suo apice con l’acquisizione nel 2016 della collezione Zariski. Non solo. L’affaire Mirko Basaldella ha tracciato una strada importante, poi ripercorsa con altri artisti (qui gli approfondimenti di Mario Negri e Pinuccio Sciola).

Stele seconda, 1957/1959, bronzo

Nel 1949 Mirko Basaldella è un autore affermato, all’apice della notorietà come artista. Nel marzo di quell’anno a Roma viene inaugurato il monumento alle Fosse Ardeatine, considerato il primo monumento moderno dell’Italia repubblicana. Mirko aveva vinto il concorso per le Cancellate bronzee, lavoro che segnò “una svolta nella storia della scultura, non solo italiana”. Ripensamenti e modifiche sui bozzetti delle cancellate, l’avevano portato alla ribalta: ci fu qualche polemica pubblica ma anche “la presa di posizione di alcuni critici di fama nazionale, che si spesero per la sua attuazione”.

Mirko muore improvvisamente a soli 59 anni negli Stati Uniti, dove viveva dal 1957 come direttore del Design Workshop alla Harvard University di Cambridge. Non ha eredi diretti, mancano un archivio e un centro documentario, non viene fatto un catalogo generale. Le numerose opere si trovavano divise tra l’Italia e Stati Uniti, in musei, gallerie, collezioni private, e principalmente raggruppate in un fondo cospicuo che ne contava oltre seicento, quello del nipote Raphael Zariski (*), figlio di una sorella della moglie, Serena Cagli. La sua figura comincia gradualmente a sparire dal mercato.

Mirko è artista poliedrico, innovatore. La produzione artistica è particolarmente feconda. È sempre alla ricerca di nuovi stimoli, non si ripete mai, sperimenta materiali e scandaglia temi diversi tra loro, spaziando dalla Bibbia alla mitologia alla letteratura. Non produce in serie né segue le mode. È un artista difficilmente incasellabile ma dallo stile inconfondibile (tratto che condivide con Alik Cavaliere). L’acquisizione del fondo Zariski nel 2016 permette ai Copetti di rimetterlo in circolo in modo sistematico nel mercato dell’arte, nelle fiere importanti, nelle grandi collezioni, prima su tutte la Fondazione Prada che nel 2017 acquista "Sacerdote" (1967). Il sasso nello stagno è lanciato, il mercato inizia ad interessarsene, e loro ne diventano sostenitori e referenti, completando l’operazione con l’esclusione dalla produzione artistica dei multipli postumi che avevano inquinato il mercato, lasciando solo i pezzi unici, i soli che di fatto Mirko Basaldella abbia prodotto.

Mirko Basaldella scultore

A Firenze il Museo del Novecento nell’ottobre del 2019 dedica a Mirko il ciclo SOLO, che alterna i maestri del Novecento. Poche settimane prima nella stessa Firenze alla Biennale Internazionale dell’Antiquariato i Copetti avevano esposto Stele seconda, imponente scultura bronzea di due metri e mezzo, corredata per l’occasione da una riproduzione in 3D che permetteva di vivere online l’esperienza immersiva con la scultura.

«Mirko era spartito dai circuiti. La nostra è stata un’operazione commerciale e non solo, che lo ha rivalutato e poi riportato nei contesti importanti, nelle fiere mercato come Artefiera e la Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze. E’ stato un beneficio per tutti, per i musei e i collezionisti.» Massimo Copetti

 

“Stele seconda” (1957/1959, bronzo 252 x 46 x 37 cm), provenienza: Collezione Serena Cagli Basaldella, Raphael Zariski. La scultura è ora alla Braida Copetti, il Parco Sculture alle porte di Udine, ma si può "vivere" in un'esperienza 3D, realizzata in occasione di BIAF 2019 (****)

Qui l'approfondito studio di Isabella Reale

“Stele seconda” è una scultura monumentale di oltre due metri. È un esemplare unico e appartiene alla produzione americana, quando egli era “impegnato in una nuova intensa fase operativa e sperimentale a livello di materiali, ma anche alle prese con una ritrovata compattezza figurativa nei totem.” (**) Le opere monumentali iniziano nel dopoguerra, e alla fine degli anni Cinquanta “un nuovo materiale, lo styrofoam, materiale liquefatto con la fiamma ossidrica, poi modellato in forme rifinite in ogni dettaglio, stampigliandone le superfici.” (**) Negli ultimi anni la sua ricerca continua tra echi figurativi di suggestione totemica e forme astratte. Totem e idoli “provengono da un passato ancestrale e tuttavia si fondano su temi sempre attuali, comuni all’intera umanità”. (***)

Stele seconda è l’ultima scultura di dimensioni monumentali rimasta in possesso dei Copetti, che dispongono di numerose altre sculture e dipinti. Celebrato prevalentemente come scultore, Mirko Basaldella era anche abile disegnatore, che aveva frequentato la scuola Romana di Mario Mafai e Antonietta Raphael negli anni Trenta, e qui conosciuto Corrado Cagli, a cui rimarrà legato per tutta la vita per motivi famigliari e per affinità intellettive.

(*) I nipoti Vera e Raphael Zariski sono i donatori delle opere di Mirko Basaldella che si trovano alla Fondazione Guggenheim, tra cui il monumentale bozzetto per il cancello delle Fosse Ardeatine, 1949.

(**) Isabella Reale, “Stele seconda”

(***) www.museonovecento.it

(****) In occasione dell'esposizione al BIAF nel 2019, per Stele seconda è stata realizzata un'esperienza in 3D. Accedendo al link (e senza scaricare una App) con un semplice smartphone o un tablet, è possibile vedere l'opera d'arte in dimensioni reali in qualsiasi spazio architettonico reale: dal salotto di casa al museo. In più l'opera d'arte è realmente vissuta perchè con Stele seconda si può realmente interagire e creare un rapporto di comunicazione visiva ed emotiva.


Copetti scultura moderna Milano

Bologna, il dopo Fiera e i nuovi progetti.

La Fiera mercato più longeva d’Italia chiude i battenti con un successo di numeri e di pubblico, anche per Copetti Antiquari che si confermano un punto di riferimento per il settore della scultura del Novecento.

«Uno dei complimenti più belli? Quando collezionisti, pubblico e addetti ai lavori individuano in noi sia un filone riconoscibile che la coerenza dei nostri progetti. Elementi che ci distinguono nel mercato dell’arte moderna.» Massimo Copetti

Grande Grembo di Mario Negri ad Arte Fiera stand Copetti

 

Ad Arte Fiera 2020, Copetti Antiquari hanno scelto di essere rappresentati da Pinuccio Sciola e Mario Negri, due scultori - gestiti in esclusiva - estranei da tendenze e meccanismi di mercato e rilanciati a Bologna sulla scia di recenti successi espositivi. Sciola sarà in mostra fino al 5 marzo prossimo a Londra (qui l’articolo di approfondimento) e Mario Negri è reduce dalla fortunata mostra a Villa Necchi Campiglio, prolungata e poi chiusa gli stessi giorni di Arte Fiera. Ne abbiamo parlato qui.

E la scelta, forse difficile, ha dato loro ragione.

Lo stand, ricercato nelle forme e nei colori, e giocato sui toni del grigio, ha puntato sulla qualità. Lo spazio misurato ha esaltato alla fine il dialogo tra le opere dei due scultori, che sono rimaste le assolute protagoniste. «Rispetto alle fiere di arte moderna, in quelle di antiquariato è solitamente più diffusa la tendenza a personalizzare lo spazio espositivo. In un certo senso, qui è proprio la nostra natura di antiquari ad emergere.»  - afferma Giorgio Copetti, fondatore e direttore della Galleria.

Pinuccio Sciola a Bologna Arte Fiera

Lo stand ha avuto grande successo tra appassionati e collezionisti. Tra le sculture, alcuni pezzi da novanta come il Grande grembo o Tutta la vita insieme (citato nell’articolo di ArtsLife), le inedite Città future e un rarissimo crocifisso ligneo di fine anni Sessanta di Sciola. Scelte che non seguono logiche di mercato ma passione autentica, supportate da studi e ricerche, e che alla fine convincono. Non solo per entrambi gli artisti seguirà la pubblicazione di cataloghi delle opere portate in Fiera, a firma di Luca Nicoletti (curatore già del catalogo Mario Negri scultore a Milano) e di Giulia Pilloni (studiosa di Sciola), ma proprio in virtù dell’attenzione e dell’interesse che hanno suscitato in occasione di questa “riscoperta”, i due autori saranno sicuramente proiettati, nei mesi a venire, a ricoprire un ruolo sempre più significativo sul mercato.

Milano è la città in cui si colloca l’immediato futuro di Copetti Antiquari. Da Arte Fiera a Miart, in aprile, nella sezione Established Masters, tra le 50 gallerie specializzate nella valorizzazione dell’arte moderna italiana e straniera; e sempre a Milano con l’apertura di un nuovo spazio, un progetto spettacolare di cui a breve parleremo.

Stay Tuned!


Pinuccio Sciola pietre sonore stand Copetti Antiquari ArteFiera

Pietre sonore e Città future ad Arte Fiera 2020

Il prossimo appuntamento con Arte Fiera a Bologna, svelerà le "Città future" di Pinuccio Sciola, sculture inedite che troveranno posto accanto alle più note "Pietre Sonore" da Copetti Antiquari. Ma la sorpresa è nello stesso progetto: per la prima volta uno stand sarà centrato sulla figura di Sciola. Un’esposizione, dunque, per molti motivi da non perdere.

Pinuccio Sciola stand Copetti Antiquari Bologna
Pinuccio Sciola al lavoro, credit photo ©Attila Kleb

Nelle fiere dedicate all’arte Pinuccio Sciola è un inedito, e intorno a lui in questo momento c’è un grande fermento. Per questo la sua presenza ad Arte Fiera con un progetto definito, che è un piccolo compendio della sua arte, è particolarmente significativa. Sculture in basalto e in pietra che dopo essere tagliate, scolpite, levigate, sono forti (cioè di una grande forza comunicativa) e fragili al tempo stesso. Pietre inerti che per primo Sciola ebbe l’idea di “animare”. «Le Pietre sonore hanno un effetto terapeutico, quello di un viaggio mistico che dai suoni dell’universo ci riporta indietro risvegliando in noi suoni dimenticati come quando nuotavamo nella placenta.» – dice Maria Sciola.

C’è un patto tra Pinuccio Sciola e le pietre di Sardegna tant’è vero che assomigliano l’uno alle altre come due gocce d’acqua. Dev’essere la ragione per cui le pietre si lasciano fare di tutto, da lui: tagliare, perforare, frammentare. Riesce persino a farle suonare. Renzo Piano

L’esposizione prevede una dozzina di opere, in vendita: una selezione di Pietre Sonore, che incarnano il rapporto natura-città e dove è forte il legame con l’architettura, e le inedite Città future, opere in basalto che si sviluppano su base orizzontale. «Le città future denotano lo sguardo attento verso l’utopia di una civiltà dove, nonostante le guerre, i dolori e le divergenze, si guarda avanti, verso l’alto.» spiega Maria Sciola. La presenza a Bologna diventa quindi ancora più importante. Per le Città future, Arte Fiera sarà una delle prime esposizioni pubbliche.

Pinuccio Sciola sculture Città future
Città future, pietra, 2010 circa

Ad Arte Fiera, Pinuccio Sciola e Mario Negri condivideranno lo spazio nello stand di Copetti Antiquari (l'abbiamo raccontato qui). Anche se per qualche tempo coevi, non si conobbero; ebbero vite ed esperienze diverse ed entrambi stanno suscitando un rinnovato interesse da parte di collezionisti ed istituzioni museali. Due autori scelti perchè “capaci entrambi di emozionare”, poco presenti sul mercato dell’arte e difficili da reperire.

Siamo innamorati del suo linguaggio arcaico dei monoliti di Sciola. Abbinarlo a Negri è una scommessa. Questi due autori nel mercato sono difficili da reperire, due stelle affermate nel mondo dell’arte ma semi-inediti nel mercato. Massimo Copetti

Pinuccio Sciola e le Pietre Sonore a Bologna
Maria Sciola e le Pietre sonore del padre. Credit photo: Ettore Cavalli

Penso che la profonda umanità ed il rispetto per la materia oltre ad una innata sensibilità per le radici ed il futuro siano i fattori che più legano Mario Negri e Pinuccio Sciola. Maria Sciola

In questo momento le opere di questo grande sculture sardo si possono vedere nel Parco scultura Braida Copetti, a Leproso di Premariacco (UD), a Londra presso l’Istituto Italiano di Cultura (The Sound Between - Sounding Stones by Pinuccio Sciola fino al 6 marzo), e naturalmente nel Giardino Sonoro a San Sperate, suo paese natale. Non mancano nuovi progetti, nuovi traguardi, sfide ambiziose, sia da parte di Copetti Antiquari, a cui l’artista è affidato in esclusiva, sia da parte dei figli Maria, Chiara e Tomaso. Come ha detto Maria: «Penso che nostro padre sia immensamente grato di sapere che i suoi figli sono uniti nel portar avanti la sua filosofia di vita. Ha reso la sua arte capace di parlare tutte le lingue, con tutte le culture del mondo. Il nostro intento è che il mondo conosca e sappia che è esistito un artista visionario con una spiccata e innata sensibilità per la natura e per le persone.»


Mario Negri scultura in bronzo, Donna seduta

Mario Negri, dalla Villa Necchi Campiglio ad Arte Fiera

Gli ultimi mesi hanno segnato un ritorno di Mario Negri nel mondo delle esposizioni e nel mercato dell’arte. Dopo il successo della mostra a Villa Necchi Campiglio, una dozzina di sculture in bronzo usciranno dallo studio di via Stoppani, a Milano, per giungere in fiera a Bologna, che sarà quindi la nuova occasione per vedere – e per acquistare - alcune opere straordinarie.

Mario Negri scultura in bronzo Grande Grembo Copetti Antiquari Bologna
Grande Grembo (1975-1977) bronzo. Qui esposto alla mostra presso la Rotonda della Besana, Milano, 1989. Foto Bottura

Quello che fu lo studio di Mario Negri dal ’63 all’87, l’ultimo, si trova in una zona tranquilla di Milano. La morte improvvisa ne ha congelato l’esistenza e in ogni centimetro quadrato vi è traccia dell’uomo e dell’artista. Tutto è rimasto com’era: cartoline, appunti, citazioni sulla lavagna, note, libri, lettere. Naturalmente sculture.

Mario Negri aveva deciso di essere scultore tornato dalla lunga parentesi della guerra e da due anni di prigionia, imparando il mestiere e la tecnica dagli artigiani. Pur non possedendo il mestiere, aveva chiare però l’idea e la convinzione della sua vocazione. «Mi basterebbe essere scultore, anche se marginale», scriverà ancora quarant’anni più tardi. (*)

«La solitudine dei due anni di prigionia gli hanno precisato la vocazione di essere scultore.»- racconta la figlia Marina, che ora ne conserva opere e memoria con grande energia e progetti per il futuro. «Lo studio di via Stoppani dal 2007 è uno spazio aperto al pubblico su appuntamento, dal 2011 è inserito in Storie milanesi. Questo carattere di luogo di lavoro lo vogliamo mantenere così com’è, e farlo diventare il luogo della catalogazione, degli archivi, con qualche scultura.» Il progetto futuro, oltre allo studio come luogo degli archivi, accarezza l’idea di dar vita ad una gipsoteca a Tirano, luogo natale di Negri, in un palazzo ottocentesco acquistato dal comune che diventerà uno spazio per promuovere gli artisti del territorio. E le sculture in bronzo? «Sarebbe bello che una parte fossero accolte in un museo a Milano. Di ogni scultura Negri decideva prima quante copie farne. Nel catalogo completo si vedono le sculture fatte e quelle previste. Noi ne teniamo una per le copie d’artista, e le altre, molto poche, sono in vendita.»

Mario Negri scultura bronzo stand Copetti Antiquari Bologna
Trivero o La stele di Trivero (progetto 1975-76), edizione prevista in tre esemplari numerati ed uno non numerato

Nello stand di Copetti Antiquari ad Arte Fiera, Mario Negri condividerà lo spazio insieme a Pinuccio Sciola. Non separati ma in dialogo. Due autori “capaci entrambi di emozionare”, poco presenti sul mercato dell’arte e difficili da reperire.

«Ci piace la loro scultura e il loro linguaggio artistico. Negri è particolarmente congeniale al nostro tipo di proposta per la sua storia, per la vicenda umana e artistica che rappresenta. La sua scultura è proprio “novecentesca”, ha qualcosa di monumentale che emerge anche nelle sculture più piccole. Le sculture, anche quelle di venti centimetri, hanno sempre bisogno di spazio perché hanno molta forza.» Massimo Copetti

Cosa vedremo di Mario Negri ad Arte Fiera 2020 a Bologna?

Lo scoglio, cat. 248 – Donna seduta, cat. 248 – Rilievo Parietale, cat. 114 – Trofeo, cat 226 – Figura d’uomo, cat. 231 – Orizzontale, cat. 285 – Tutta una vita insieme, cat. 288 – Grande grembo, cat. 300 – Trivero, cat. 305 – Deserto dei tartari, cat. 309 – Tramont’Alba, cat. 329 – Ricerca per una figura mitologica, 354 – Famiglia a tre, cat. 359. (**)

Mario Negri scultura in bronzo Tutta una vita insieme Copetti Antiquari
Tutta una vita insieme (1973), bronzo. Edizione prevista in tre esemplari numerati

Sciola e Negri hanno espresso nell’arte una grande forza e nell’interesse e nella collaborazione con grandi architetti possiamo trovarne un filo comune. Per Negri da una parte c'era lo spazio (gli studi di Architettura abbandonati con l'inizio della guerra e poi la grande amicizia con Gio Ponti che lo portò a scrivere per Domus), dall’altra la figura umana, presente anche quando non visibile. Nello spazio fisico si percepisce la presenza dell’umano nei particolari (panchine, scale, muretti a secco). Un esempio? Trivero o La stele di Trivero, che sarà in vendita a Bologna nello stand Copetti Antiquari. Un’oasi zen, un intervento nel paesaggio con uno gnomone che nell'idea iniziale doveva essere alto 12 metri e fungere da grande meridiana monumentale, e che non fu mai realizzato.

(*) Mario Negri. Note di studio, a cura di Stefano Esengrini, Pagine d'arte, Salvioni Arti Grafiche, Bellinzona 2018

(**) i riferimenti ai numeri delle opere sono in: Mario Negri. Catalogo delle sculture, a cura di A. FINOCCHI, Milano 1995

Un ringraziamento particolare a Marina Negri.


Pinuccio Sciola e le pietre sonore

Mario Negri e Pinuccio Sciola ad Arte Fiera 2020: inediti e riscoperte

Arte Fiera di Bologna ha una lunga tradizione nel settore, e negli ultimi anni ha dedicato sempre maggiore interesse all’arte italiana del Novecento, diventando così molto congeniale alla nostra attività di mercanti d’arte. Quest’anno nel nostro stand (Padiglione 18 Stand D/26) proponiamo il dialogo inaspettato tra Pinuccio Sciola e Mario Negri.

La stele di Trivero scultura di Mario Negri
Mario Negri, Trivero o La stele di Trivero, progetto 1975-76 in bronzo

Il calendario dell’arte 2020 aprirà ufficialmente i battenti a Bologna dal 24 al 26 gennaio, con la fiera d’arte moderna e contemporanea più longeva d’Italia. Arte Fiera sarà un momento importante per il mercato dell’arte, per il collezionismo, gli studiosi e per gli appassionati d’arte.

«In questi sette anni di presenza ad Arte Fiera siamo sempre cresciuti un po’. Il nostro è un modo di lavorare che ha un approccio da antiquari, e questo spiega anche il perché manteniamo il nome delle nostre origini. Cioè, anche trattando con un periodo moderno, il Novecento fino agli anni Settanta, andiamo a riscoprire e a rivalutare ciò che è stato dimenticato. Il nostro “togliere la polvere” corrisponde più alla passione per l’arte che a logiche di mercato.» Massimo Copetti

Quest’anno l’impegno di Copetti Antiquari è maggiore e corrisponde alla rilettura e al rilancio di Mario Negri e di Pinuccio Sciola, entrambi trattati in esclusiva: la Fiera di Bologna sarà l’occasione per ristudiarli. Due artisti provenienti da vicende umane e storiche diverse, con un differente temperamento artistico, accomunati dalla forza di una scultura imponente e muscolare che presenta aspetti arcaici primitivi. Proprio questa forza espressiva sarà il leitmotiv dell’esposizione: il dialogo tra Pinuccio Sciola e Mario Negri verrà messo in risalto da un allestimento rigoroso ed essenziale, che farà dialogare armonicamente i due autori valorizzandone le differenze.

sculture in basalto di Pinuccio Sciola
Pinuccio Sciola, Pietra Sonora in basalto, 1999

Pinuccio Sciola nelle fiere è un inedito. Per la prima volta uno stand è incentrato sulla sua figura con un progetto compiuto. Un progetto in cui, tra la dozzina di opere proposte, vi è un piccolo compendio della sua arte: insieme ad una selezione di Pietre Sonore vi sono le inedite Città future, opere in basalto che si sviluppano su base orizzontale, di cui la Fiera di Bologna vanterà una delle prime esposizioni pubbliche (ne abbiamo parlato qui in Pinuccio Sciola, Pietre sonore e Città future ad Arte Fiera).

Mario Negri è riproposto sul mercato con dodici sculture dopo la straordinaria mostra milanese di Villa Necchi Campiglio, che è l’omaggio all’artista della città dove visse e operò. Mostra in cui lo scultore, reggendo il confronto con i grandi artisti della collezione Gian Ferrari – da Giorgio De Chirico, a Giorgio Morandi, ad Arturo Martini, solo per citarne alcuni - dimostra tutta la sua forza espressiva. Motivo di più per rivederlo in Fiera a Bologna e convincersi della straordinaria energia sua arte (ne abbiamo parlato qui in Mario Negri, da Villa Necchi Campiglio ad Arte Fiera).

Mario Negri scultura in bronzo, Donna seduta
Donna seduta o Venus (1968-70), bronzo. Edizione prevista in tre esemplari numerati e uno non numerato come copia personale foto Arno Hammacher

Le fiere sono sempre una grande opportunità per il pubblico, i collezionisti, gli studiosi e chi è semplicemente appassionato. Una fiera può appagare, destare curiosità e spesso dà il via ad approfondimenti e studi. Quest’anno, il dialogo inedito tra Sciola e Negri nello stand Copetti Antiquari, non servirà solo a valorizzare entrambi gli scultori, ma anche ad accendere curiosità e portare un valore aggiunto a quanti li studiano e li collezionano.

Arte Fiera Bologna, dal 24 al 26 gennaio 2020 con press preview giovedì 23 gennaio. COPETTI ANTIQUARI Padiglione 18 Stand D/26.

 


La nostra intervista sul Sole 24 Ore

Leggete la nostra intervista su Il Sole 24 ore, nella quale parliamo del nostro stand a Miart 2019 e di Antonietta Raphaël Mafai.
https://www.ilsole24ore.com/art/arteconomy/2019-04-10/l-arte-storicizzata-miart-antonietta-raphael-ray-parker–125650.shtml?uuid=ABDve1mB


Miart Milano 2019

miart 2019

Miart Milano 2019

Da venedì 5 a domenica 7 aprile parteciperemo alla prestigiosa fiera MiArt di Milano, con uno stand rappresentativo degli anni 40 del ‘900.

Miart è una fiera in cui moderno e contemporaneo dialogano con continui rimandi o con echi più o meno espliciti: un’occasione per riflettere sulla continuità fra passato e presente.

Copetti Antiquari a Miart 2019
Sezione Decades, stand B34
FIERA MILANO SPA
Strada Statale del Sempione, 28 – 20017 Rho (MI)
+39 024997.1 / miart@fieramilano.it

per informazioni: miart.it


Modenantiquaria 2019

Da sabato 9 febbraio a domenica 17 febbraio i Copetti Antiquari saranno presenti alla XXXIII edizione di Modenantiquaria, allo Stand Il Correggio A21.

Modenantiquaria è oggi il grande Salotto dell’Antiquariato, incontro di Collezionisti d’arte, appassionati, arredatori, designer ed esperti alla ricerca di pezzi per le grandi collezioni internazionali e per i più famosi Musei del mondo.

Copetti Antiquari a Modenantiquaria 2019
Pad. Modenantiquaria
Stand: Il Correggio 21A

per informazioni: modenantiquaria.it


Arte Fiera Bologna

Galleria Copetti ad Artefiera 2019

Arte Fiera Bologna

Da venerdì 1 febbraio a lunedì 4 febbraio 2019 Spazio Copetti sarà presente con una selezione di opere all’edizione 2019 di Artefiera Bologna al Padiglione 26 / Stand B8.

Arte Fiera è la Fiera Internazionale d’Arte Moderna e Contemporanea a Bologna, un evento che punta sulla propria italianità mantenendo visione e respiro internazionali; concentrato sul moderno ma con uno sguardo alle tendenze contemporanee.

Spazio Copetti ad Artefiera 2019
Padiglione 26 / Stand B8
Quartiere Fieristico di Bologna
Ingresso Ovest / Piazza Costituzione
per informazioni: artefiera.it