Pinuccio Sciola pietre sonore stand Copetti Antiquari ArteFiera

Pietre sonore e Città future ad Arte Fiera 2020

Il prossimo appuntamento con Arte Fiera a Bologna, svelerà le "Città future" di Pinuccio Sciola, sculture inedite che troveranno posto accanto alle più note "Pietre Sonore" da Copetti Antiquari. Ma la sorpresa è nello stesso progetto: per la prima volta uno stand sarà centrato sulla figura di Sciola. Un’esposizione, dunque, per molti motivi da non perdere.

Pinuccio Sciola stand Copetti Antiquari Bologna
Pinuccio Sciola al lavoro, credit photo ©Attila Kleb

Nelle fiere dedicate all’arte Pinuccio Sciola è un inedito, e intorno a lui in questo momento c’è un grande fermento. Per questo la sua presenza ad Arte Fiera con un progetto definito, che è un piccolo compendio della sua arte, è particolarmente significativa. Sculture in basalto e in pietra che dopo essere tagliate, scolpite, levigate, sono forti (cioè di una grande forza comunicativa) e fragili al tempo stesso. Pietre inerti che per primo Sciola ebbe l’idea di “animare”. «Le Pietre sonore hanno un effetto terapeutico, quello di un viaggio mistico che dai suoni dell’universo ci riporta indietro risvegliando in noi suoni dimenticati come quando nuotavamo nella placenta.» – dice Maria Sciola.

C’è un patto tra Pinuccio Sciola e le pietre di Sardegna tant’è vero che assomigliano l’uno alle altre come due gocce d’acqua. Dev’essere la ragione per cui le pietre si lasciano fare di tutto, da lui: tagliare, perforare, frammentare. Riesce persino a farle suonare. Renzo Piano

L’esposizione prevede una dozzina di opere, in vendita: una selezione di Pietre Sonore, che incarnano il rapporto natura-città e dove è forte il legame con l’architettura, e le inedite Città future, opere in basalto che si sviluppano su base orizzontale. «Le città future denotano lo sguardo attento verso l’utopia di una civiltà dove, nonostante le guerre, i dolori e le divergenze, si guarda avanti, verso l’alto.» spiega Maria Sciola. La presenza a Bologna diventa quindi ancora più importante. Per le Città future, Arte Fiera sarà una delle prime esposizioni pubbliche.

Pinuccio Sciola sculture Città future
Città future, pietra, 2010 circa

Ad Arte Fiera, Pinuccio Sciola e Mario Negri condivideranno lo spazio nello stand di Copetti Antiquari (l'abbiamo raccontato qui). Anche se per qualche tempo coevi, non si conobbero; ebbero vite ed esperienze diverse ed entrambi stanno suscitando un rinnovato interesse da parte di collezionisti ed istituzioni museali. Due autori scelti perchè “capaci entrambi di emozionare”, poco presenti sul mercato dell’arte e difficili da reperire.

Siamo innamorati del suo linguaggio arcaico dei monoliti di Sciola. Abbinarlo a Negri è una scommessa. Questi due autori nel mercato sono difficili da reperire, due stelle affermate nel mondo dell’arte ma semi-inediti nel mercato. Massimo Copetti

Pinuccio Sciola e le Pietre Sonore a Bologna
Maria Sciola e le Pietre sonore del padre. Credit photo: Ettore Cavalli

Penso che la profonda umanità ed il rispetto per la materia oltre ad una innata sensibilità per le radici ed il futuro siano i fattori che più legano Mario Negri e Pinuccio Sciola. Maria Sciola

In questo momento le opere di questo grande sculture sardo si possono vedere nel Parco scultura Braida Copetti, a Leproso di Premariacco (UD), a Londra presso l’Istituto Italiano di Cultura (The Sound Between - Sounding Stones by Pinuccio Sciola fino al 6 marzo), e naturalmente nel Giardino Sonoro a San Sperate, suo paese natale. Non mancano nuovi progetti, nuovi traguardi, sfide ambiziose, sia da parte di Copetti Antiquari, a cui l’artista è affidato in esclusiva, sia da parte dei figli Maria, Chiara e Tomaso. Come ha detto Maria: «Penso che nostro padre sia immensamente grato di sapere che i suoi figli sono uniti nel portar avanti la sua filosofia di vita. Ha reso la sua arte capace di parlare tutte le lingue, con tutte le culture del mondo. Il nostro intento è che il mondo conosca e sappia che è esistito un artista visionario con una spiccata e innata sensibilità per la natura e per le persone.»


Mario Negri scultura in bronzo, Donna seduta

Mario Negri, dalla Villa Necchi Campiglio ad Arte Fiera

Gli ultimi mesi hanno segnato un ritorno di Mario Negri nel mondo delle esposizioni e nel mercato dell’arte. Dopo il successo della mostra a Villa Necchi Campiglio, una dozzina di sculture in bronzo usciranno dallo studio di via Stoppani, a Milano, per giungere in fiera a Bologna, che sarà quindi la nuova occasione per vedere – e per acquistare - alcune opere straordinarie.

Mario Negri scultura in bronzo Grande Grembo Copetti Antiquari Bologna
Grande Grembo (1975-1977) bronzo. Qui esposto alla mostra presso la Rotonda della Besana, Milano, 1989. Foto Bottura

Quello che fu lo studio di Mario Negri dal ’63 all’87, l’ultimo, si trova in una zona tranquilla di Milano. La morte improvvisa ne ha congelato l’esistenza e in ogni centimetro quadrato vi è traccia dell’uomo e dell’artista. Tutto è rimasto com’era: cartoline, appunti, citazioni sulla lavagna, note, libri, lettere. Naturalmente sculture.

Mario Negri aveva deciso di essere scultore tornato dalla lunga parentesi della guerra e da due anni di prigionia, imparando il mestiere e la tecnica dagli artigiani. Pur non possedendo il mestiere, aveva chiare però l’idea e la convinzione della sua vocazione. «Mi basterebbe essere scultore, anche se marginale», scriverà ancora quarant’anni più tardi. (*)

«La solitudine dei due anni di prigionia gli hanno precisato la vocazione di essere scultore.»- racconta la figlia Marina, che ora ne conserva opere e memoria con grande energia e progetti per il futuro. «Lo studio di via Stoppani dal 2007 è uno spazio aperto al pubblico su appuntamento, dal 2011 è inserito in Storie milanesi. Questo carattere di luogo di lavoro lo vogliamo mantenere così com’è, e farlo diventare il luogo della catalogazione, degli archivi, con qualche scultura.» Il progetto futuro, oltre allo studio come luogo degli archivi, accarezza l’idea di dar vita ad una gipsoteca a Tirano, luogo natale di Negri, in un palazzo ottocentesco acquistato dal comune che diventerà uno spazio per promuovere gli artisti del territorio. E le sculture in bronzo? «Sarebbe bello che una parte fossero accolte in un museo a Milano. Di ogni scultura Negri decideva prima quante copie farne. Nel catalogo completo si vedono le sculture fatte e quelle previste. Noi ne teniamo una per le copie d’artista, e le altre, molto poche, sono in vendita.»

Mario Negri scultura bronzo stand Copetti Antiquari Bologna
Trivero o La stele di Trivero (progetto 1975-76), edizione prevista in tre esemplari numerati ed uno non numerato

Nello stand di Copetti Antiquari ad Arte Fiera, Mario Negri condividerà lo spazio insieme a Pinuccio Sciola. Non separati ma in dialogo. Due autori “capaci entrambi di emozionare”, poco presenti sul mercato dell’arte e difficili da reperire.

«Ci piace la loro scultura e il loro linguaggio artistico. Negri è particolarmente congeniale al nostro tipo di proposta per la sua storia, per la vicenda umana e artistica che rappresenta. La sua scultura è proprio “novecentesca”, ha qualcosa di monumentale che emerge anche nelle sculture più piccole. Le sculture, anche quelle di venti centimetri, hanno sempre bisogno di spazio perché hanno molta forza.» Massimo Copetti

Cosa vedremo di Mario Negri ad Arte Fiera 2020 a Bologna?

Lo scoglio, cat. 248 – Donna seduta, cat. 248 – Rilievo Parietale, cat. 114 – Trofeo, cat 226 – Figura d’uomo, cat. 231 – Orizzontale, cat. 285 – Tutta una vita insieme, cat. 288 – Grande grembo, cat. 300 – Trivero, cat. 305 – Deserto dei tartari, cat. 309 – Tramont’Alba, cat. 329 – Ricerca per una figura mitologica, 354 – Famiglia a tre, cat. 359. (**)

Mario Negri scultura in bronzo Tutta una vita insieme Copetti Antiquari
Tutta una vita insieme (1973), bronzo. Edizione prevista in tre esemplari numerati

Sciola e Negri hanno espresso nell’arte una grande forza e nell’interesse e nella collaborazione con grandi architetti possiamo trovarne un filo comune. Per Negri da una parte c'era lo spazio (gli studi di Architettura abbandonati con l'inizio della guerra e poi la grande amicizia con Gio Ponti che lo portò a scrivere per Domus), dall’altra la figura umana, presente anche quando non visibile. Nello spazio fisico si percepisce la presenza dell’umano nei particolari (panchine, scale, muretti a secco). Un esempio? Trivero o La stele di Trivero, che sarà in vendita a Bologna nello stand Copetti Antiquari. Un’oasi zen, un intervento nel paesaggio con uno gnomone che nell'idea iniziale doveva essere alto 12 metri e fungere da grande meridiana monumentale, e che non fu mai realizzato.

(*) Mario Negri. Note di studio, a cura di Stefano Esengrini, Pagine d'arte, Salvioni Arti Grafiche, Bellinzona 2018

(**) i riferimenti ai numeri delle opere sono in: Mario Negri. Catalogo delle sculture, a cura di A. FINOCCHI, Milano 1995

Un ringraziamento particolare a Marina Negri.


Sounding Stone Pinuccio Sciola

A Londra le Pietre Sonore di Pinuccio Sciola

Londra ospita Pinuccio Sciola

Fino al 5 marzo 2020, sette Pietre Sonore di Pinuccio Sciola saranno esposte all’Istituto Italiano di Cultura di Londra, in una mostra intitolata The Sound Between - Sounding Stones, curata da Pierandrea Angius. È un evento da non perdere, in attesa di scoprire il prossimo gennaio a Bologna le "Città distrutte" ad Arte Fiera 2020.

"Questa archeologia dell’universo ci porta a scoprire altri valori di una materia per antonomasia muta, ma che al contrario riesce a comunicarci le sue avventure astrali anche attraverso la musica, con un linguaggio contemporaneo e planetario." Pinuccio Sciola

E’ la musica il fil-rouge che il 4 dicembre scorso all’Istituto italiano di Cultura di Londra ha unito le Sculture Sonore di Pinuccio Sciola e la performance di Ághera. Musica, e quindi emozione.

L’occasione è stata l’inaugurazione della mostra The Sound Between - Sounding Stones: sette sculture di piccole e medie dimensioni di Pinuccio Sciola, l’artista sardo che per primo fece “parlare con i suoni” un materiale muto come la pietra. Sembra impossibile, eppure basalto e calcare, sapientemente incisi, riescono a vibrare accarezzati dalle dita di una mano o da piccoli oggetti. Lo sa bene chi ha visto Maria Sciola, figlia di Pinuccio, esibirsi in emozionanti assòli con le pietre, come la sera dell’inaugurazione londinese, in cui ha suonato con le mani e con un archetto di violino alcune pietre sonore in calcare. I figli, Chiara, Maria e Tomaso, sono i principali custodi della memoria del padre.

A Londra, al suono delle pietre si è mescolata la musica del quartetto jazz Ághera. L’evento, organizzato da Indòru - Boutique del suono nell'ambito del progetto IdentityLAB_2,supportato dalla Regione Sardegna, ha riunito Emanule Contis e Andrea Granitzio (di Indorù), accompagnati da Sandro Fontoni e Daniele Russo. E non è un caso. Contis che Granitzio, musicisti e ricercatori del suono, si definiscono figli artistici di Pinuccio Sciola e ne furono i collaboratori quando lo scultore era in vita. La sorprendente performance, dopo Londra, sarà riproposta in altre quattro date a Doha e in Cina.

quartetto jazz Ághera a Londra inaugurazione mostra SciolaLe sette sculture, sistemate nell’ala destra del primo piano dell’Istituto fino al 5 marzo 2020, sui basamenti disegnati dall'architetto Pierandrea Angius, saranno accompagnate da due performance musicali e due conferenze:

12 December 2019,  Italian Genius – From Leonardo da Vinci to Pinuccio Sciola

30 January 2020,  Rooms to Explore – Piano and Stones Concert

13 February 2020,  Pinuccio Sciola – Art, From and Sound

27 February 2020,  Time Persistence, Strings and Stones Concert

The Sound Between - Sounding Stones è una bella occasione per conoscere da vicino le opere di Pinuccio Sciola, in attesa di scoprire tre “Città distrutte” che noi porteremo in anteprima ad Arte Fiera a Bologna il prossimo gennaio, nello stand Copetti Antiquari. Stay Tuned!

Per info e orari dell'esposizione The Sound Between - Sounding Stones clicca qui


Le “Fantasie” di Mario Mafai a Brera

Le “Fantasie” di Mario Mafai, che nel 2015 abbiamo esposto alla Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze, oggi si trovano nella Pinacoteca di Brera grazie alla generosità e al senso civico dell’ing. Aldo Bassetti, che dopo averle acquistate, le ha donate al museo.
https://www.corriere.it/foto-gallery/la-lettura/19_aprile_27/fantasie-mario-mafai-34b290ca-690a-11e9-81bb-ef82affe53e0.shtml?fbclid=IwAR02V42TU_f10JnViYz0-n2Db9vza1JBlk9KKi5wWX6qm2A7nsvxs_v0gX4


Luciano Ceschia in mostra allo Spazio Copetti Antiquari

Luciano Ceschia in mostra in Galleria Copetti

Luciano Ceschia in mostra allo Spazio Copetti Antiquari

Dal 7 marzo al 6 aprile 2019 la nostra galleria ospita una mostra di Luciano Ceschia, uno dei più importanti scultori del ‘900 in Friuli Venezia Giulia.

Le opere selezionate, risalenti agli anni Cinquanta e Sessanta, sono rappresentative della sua fase di passaggio dal neorealismo all’informale. Una fase molto affascinante della sua carriera, culminata con una serie di importanti mostre all’estero e con la vittoria del premio per la ceramica alla XXI Biennale Internazionale d’arte di Venezia.

In sede è disponibile il catalogo, curato dalla storica dell’arte Isabella Reale.